giovedì 13 dicembre 2012

E tutto intorno è Natale

Sono luci, sono mia madre che mi chiede di passare una giornata insieme per fare gli struffoli e mia sorella che mi chiama continuamente.
È il profumo del baccalà sulle bancarelle messe fuori delle pescherie e dei supermercati, sono le canzoni di Natale che sento quando vado a fare la spesa e che altri anni mi avrebbero stufata ed ora mi rendono triste.
È un Natale che noi non festeggeremo, perché è ancora tutto troppo vicino. Non per la gente, non perché "fa brutto", ma perché la voglia non c'è.
Saremo di nuovo tutti insieme, come una settimana fa, come un mese fa: saremo in dieci in una tavola ordinaria. Mi concederò la Vigilia dai miei genitori, da sola, perché loro hanno il diritto di festeggiare e di non farlo da soli. Perché per loro è la prima volta con la consapevolezza che entrambe le figlie sono andate vie e perché dopo quanto è accaduto, l'ing. è diventato fatalista e mi sta spingendo ad andare anche se questo significherà non stare insieme.

È Natale da queste parti, ma non fosse per il contorno, non me ne sarei resa conto. Negli occhi ho ancora i suoi occhi e quelli spalancati dell'ing. quella mattina. Ed ogni giorno è così e lo sarà finché il tempo non farà quello che deve fare. Ho avuto paura, sono stata efficiente e dura e poi sono crollata pensando di non averne il diritto, ma sono stata consolata da lui che sarebbe dovuto crollare prima di me.
Quello che più mi rende triste è pensare che lei non ci sarà nei momenti importanti che verranno. È stata con me troppo poco tempo.

giovedì 22 novembre 2012

Ho in testa una confusione niente male. 
Vorrei scrivere pensieri su pensieri, ma ho paura di sminuire tutto e al contempo di far un male cane alla persona che amo più di me stessa. E allora rimango qui, e nell'impossibilità di sanare il suo dolore aspetto di poterlo abbracciare per alleviargli almeno qualche minuto della giornata.
Insieme possiamo farcela e fare in modo che il ricordo rimanga dolce.

mercoledì 31 ottobre 2012

Fuel your body

È finita oggi la sfida di cui vi parlavo nel post precedente, quella di un plank al giorno. Palese quanto io abbia bisogno delle sfide per combinare qualcosa: d'altra parte se ho iniziato il mio percorso di dimagrimento è stato grazie ad una di queste. E mi è andata bene.
Ti rendi conto in questi casi quanto possa risultare inutile barare: fai un minuto di plank? Bene. Ne fai due? Meglio. Ma più di tutto è importante migliorare o, nel caso di un giorno no, rendersi conto che magari il proprio corpo ha bisogno di una pausa.

Così come per questa sfida, tutto il resto. In particolare, in questo momento, ho capito quanto possa risultare inutile ingannare il proprio corpo mangiando male. Sia ben chiaro che per male non intendo il fritto il sabato sera o il ragù la domenica; si può mangiare male anche mangiando ben poco. 
Sarò ripetitiva ed un tantino estremista, ma l'altro giorno raccontavo all'ing. quanto mi fosse antipatica una signora unicamente in base al fatto che si vantava di "pranzare solo con un'insalata". Lo so, sono pessima, ma non potete non darmi ragione se conoscete il mio passato travagliato rapporto con il cibo.
Passato si: ci pensavo mentre pranzavo. Prima era un continuo contare le calorie e vedere quante ne perdevo in palestra per una mera sottrazione che tra l'altro non teneva conto degli altri macronutrienti. Nei periodi peggiori pur non sopportando -negli altri- le alimentazioni povere di carboidrati (per non dire assenti), mi accorgevo di preferire porzioni piccolissime di pane e pasta.

Ma è tutto un cerchio: se vado in palestra (anche se non ci vado in realtà) ho bisogno di carboidrati, proteine e grassi per far lavorare il mio corpo. Ho bisogno di alimentarlo, non di deperirlo. Altrimenti il mio sforzo, il mio aumentare settimana dopo settimana i chili di ghisa, sarà vano.
La massa magra pesa più di quella grassa, questo è uno dei primi mantra che ho imparato, quindi mangiando solo insalata, oltre a produrre una fermentazione non indifferente che il mio corpo non può buttar via, non servo di carburante il mio corpo che cala di peso. Non dimagrisce. Cala solo di peso.
Il secondo mantra che ho imparato è che dando il giusto carburante a questa complessa macchina, il mio esercizio servirà a sviluppare questa massa magra che a differenza della grassa è attiva, lavora per me e brucia. Più massa magra più brucio.


Stasera ho una cena: in altri tempi, per compensare, avrei mangiato solo verdura a pranzo. Oggi no. Ho una nuova scheda in palestra e non potevo arrivare affamata: 150gr di fiocchi di latte, 50gr di riso e 150gr di pomodoro fresco condito tutto a crudo. 

Io sono contenta di aver raggiunto anche questo step: di aver salito questo scalino dal quale spero di non scendere.
Certo è che l'ing. si sta facendo grasse risate: specialmente quando ha saputo che mi ero preparata un frullato con banana e cacao amaro o quando ho mangiato pane e fesa di tacchino come spuntino dopo l'allenamento.


In tutto ciò, ho tagliato i capelli. Corti. E mi ci vedo bene.
E dovrei smettere di dire "mi vedo bene" quantomeno per scaramanzia.






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