mercoledì 3 ottobre 2012

La palestra del cibo

La palestra del cibo. Titola così la brochure che illustra gli appuntamenti dei corsi amatoriali e professionali di cucina che si svolgono in questa scuola vicino caaasa.
Forse do troppa importanza a cose del genere, ma questa intestazione mi piace: ci si allena a mangiare bene, che sia ipocalorico o meno. Ci si allena a sentire i gusti e a pensarli insieme. E qualche volta si creano anche schifezze, ma insomma, fa parte della palestra. Vorrai mica andare per la prima volta in sala e sollevare cinquanta chili?

E così, lunedì 24 settembre, sono andata al primo appuntamento. Solita ansia, solita giornata che sembra non passare mai e poi ti ritrovi che non sei pronta che all'ultimo momento.
Naturalmente all'inizio avevo le mani che tremavano: un bel problema se contate che l'argomento era "La cucina di base ed i tagli delle verdure". Per cucina di base si intendevano anche i fondi ed i brodi e capirete che per fare un brodo vegetale bisogna tagliare tante verdure. Con coltelli affilatissimi in una cucina professionale.
Ohhhh, una cucina professionale. Ma voi ne avete mai vista una? Ecco, magari si. Io no. Per me era la prima volta e dall'entrata (si, quella con le porte a saloon) fino a quando ho abbracciato con lo sguardo tutta la sala, ho avuto il cuore che saltellava ed un sorriso stampato in faccia.
Mio-Dio! Una cucina professionale.


Lo chef ci ha subito messo a nostro agio, è un tipo simpatico oltre che un ragazzo di pochi anni più grande di me. Ho passato la serata a tagliare verdure, girare fondi, fare brodi di tutti i tipi, salse e ascoltare e guardare. Una lezione interamente pratica. E alla fine, grazie alla maestria del cuoco (e dei suoi due assistenti) abbiamo creato insieme una cena di sette portate. In quattro ore. Anzi, tre e mezzo, perché l'ultima mezz'ora l'abbiamo passata a mangiare tutto quello che era stato preparato. È chiaro che noi allievi ci abbiamo messo la "manovalanza" e che la bontà del tutto sia da attribuire a chi conduceva il corso. Ma è stato bello. Bello, bello, bello.

E poi ero troppo fashion con uno dei due grembiuli che mi ha regalato l'ing. per l'occasione!!! (ho indossato quello  multicolor!)






6 commenti:

  1. ma che brava Miss...io sono negata!certo che la parte finale,quella dell'assaggio,credo sarebbe la mia preferita xD cmq è davvero una buona "palestra"...è carino avere idee nuove per preparare i manicaretti all Ing. =)

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    1. Cocci non dire che sei negata! È perché non ti ci metti più di tanto: calcola che quando sono andata a vivere da sola a roma, vivevo di petto di pollo alla piastra, riso al burro e insalate. E non dimagrii nemmeno :P Poi è venuta la passione e adesso mi ritrovo a sperimentare la lievitazione di una focaccia (è la seconda volta che provo, speriamo venga!!!).
      Fu proprio una mia coinquilina a suo tempo a dirmi: non ci vuole molto a cucinare: segui la ricetta e via.
      E così è: poi quando fai un po' di pratica inizi a sperimentare e ad accostare i sapori che più ti piacciono ;-)

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  2. ma che bello questo corso!! Io ne avevo seguito uno anni fa dell'unitre, però noi praticamente stavamo a guardare, prendevamo appunti e alla fine mangiavamo... senza toccare nemmeno un piatto! (sei matta... un coltello?!!?!?) però ho visto che stanno facendo dei corsi all'istituto alberghiero della città in cui lavoro... solo che non sono per niente economici!!!
    ciao!!

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    1. Kanachan in realtà nemmeno questo è economicissimo: sono un tot di lezioni, ma posso scegliere quali seguire e pagare di conseguenza. Non so se ricordi: si tratta del famoso regalo di compleanno dell'ing. ;-)
      In questa scuola qui poi fanno anche i corsi professionali con attestato riconosciuto (naturalmente dopo gli esami): mamma mia che voglia, ma quanto costano? Si tratta di 2000/3000 euro per un semestre. Investire tanto in un campo che poi non è nemmeno il mio non è intelligente ;-)

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    2. sì mi ricordo del famoso regalo dell'ing.! io guardavo il depliant dell'istituto alberghiero della città in cui lavoro, perchè ho intenzione di iscrivermi a uno o due corsi di lingue che organizzano loro... e, nella stessa pagina, ci sono anche i prezzi dei corsi di cucina e pasticceria... non sai che voglia e che tentazione! certo, il costo è 1/10 di quelli che dici te... ma già ne sborserò un po' per il corso di tedesco (che mi serve), un altro po' per un corso di cucina? meglio aspettare... e sperimentare con tutto quello che trovo in giro!

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  3. Bellissimo! A me piace tanto pasticciare in cucina, perché non avendo i fontamentali vado ad istinto e ricettario: non è la stessa cosa che conoscere il perché ed il come procedere!
    Auguri!! un bellissimo regalo!

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